Progetto Emys

PREMESSA

Emys orbicularis in Emilia-Romagna è presente con popolazioni in buone condizioni nel comparto orientale del territorio regionale, risultando numericamente abbondanti nell’area deltizia del fiume Po, in corrispondenza delle aree umide maggiormente idonee (Mazzotti et al., 1999). Nelle province occidentali, come conseguenza della minore disponibilità di ambienti adatti, risulta presente con popolazioni frammentate ed in contrazione numerica (Sindaco et al., 2009). La banca dati della fauna vertebrata della Provincia di Modena (Sala e Gianaroli, 2006), che archivia segnalazioni relative alla specie dall’anno 1845 e indagini specifiche (Gianaroli et al., 1999) evidenziano per la provincia di Modena popolazioni relitte e confinate in pochi siti. Al momento, nel modenese degne di menzione sono la popolazione localizzata nel bacino della ex cava Pattarozzi (Gaggio di Castelfranco) e quelle del Parco di Villa Sorra (Castelfranco Emilia), del Torrazzuolo (Nonantola) e alcune altre sparse in vari siti della parte orientale della pianura (es. zona di Ravarino, San Clemente di Bastiglia, ex cave di Fossalta di Modena). Nella provincia di Reggio Emilia le informazioni sono assai lacunose e la letteratura dedicata praticamente assente: risulterebbe infatti nota una sola popolazione numericamente interessante nel Sito Valli di Novellara (Tinarelli, 2005). Testimonianze raccolte in occasione della stesura del presente progetto (Ferrari e Freddi, com. pers.), hanno permesso di identificare una popolazione di significativa consistenza, sebbene in contrazione, nel Comune di Luzzara (Valle Lasagna), mentre esigua numericamente, ma forse ancora presente potrebbe essere una seconda popolazione in Comune di Guastalla (località Codestiera) In Figura 1 la localizzazione delle segnalazioni pervenute a partire dagli anni ‘70 fino ad oggi. Le azioni di conservazione svolte nei confronti di Emys orbicularis, sono state realizzate nell’ambito del Piano d’Azione Ambientale 2008/2010 promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Titolare del Progetto è la Riserva naturale orientata Casse di espansione del fiume Secchia. Il Progetto si articola in due approcci alla gestione:
• ecosistemico, che mira ad agire sul sistema habitat-paesaggio e si concentra sulla conservazione delle specie nel proprio territorio e quindi sul territorio stesso;
• specie-specifico, che mira alla conservazione della specie target con azioni dirette su di essa.
Trattandosi di un progetto di restocking-reintroduzione è stato seguito il protocollo di lavoro standard definito prima dal documento prodotto in occasione del III Convegno Nazionale dei Biologi della Selvaggina (AA.VV., 1997), poi ripreso nelle linee guida elaborate dalla Societas Herpetologica Italica (SHI, 1998).

AREA DI PROGETTO E SELEZIONE DEI SITI

L’ area di progetto, rappresentata dalle aree planiziali delle Province di Modena e Reggio Emilia, interessa Siti Rete Natura 2000 accomunati dalla presenza di acque lentiche e lotiche con presenza di elofite ed idrofite. I siti sono compresi nella Macroarea per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Centrale, di competenza dell’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia centrale. I Siti idonei ai fini del rilascio di esemplari (Fig. 2) sono stati selezionati attraverso un’analisi di dettaglio delle caratteristiche ambientali e l’allestimento di un modello matematico deduttivo (Anderson & Gutzwiller, 1994), che applicando tecniche statistiche di tipo multivariato ha permesso di classificare i Siti sulla base di un Indice di idoneità (Lanciani, 2006) . Ai risultati del modello è stato affiancato il parere di un esperto, che ha verificato l’idoneità dei siti oggetto dell’indagine attraverso l’analisi di caratteri idro-morfologici, vegetazionali e faunistici, della gestione del sito e della fattibilità di interventi quali la gestione dei livelli idrici e della vegetazione, oltre alla presenza di fattori di pressione negativi.

PROGETTO DI REINTRODUZIONE DELLA TESTUGGINE PALUSTRE EUROPEA (EMYS ORBICULARIS) NELLE PIANURE DI MODENA E REGGIO EMILIA

Al fine di ovviare alla cattura di esemplari in natura, si è deciso di realizzare un Centro di Riproduzione della Testuggine Palustre Europea presso l’Oasi WWF ‘La Francesa’ di Carpi (MO) situata all’interno della ZSC IT4040015 Valle di Gruppo. L’Oasi (http://www.oasilafrancesa.org) è gestita dall’Associazione Panda Carpi che si occuperà anche delle attività del Centro di allevamento. Il Centro (Fig. 5) occupa una superficie di 450 mq circa, completamente recintati. Lo spazio interno si articola in una zona principale dedicata agli esemplari adulti (riproduttori), con annessa un’area più piccola, composta da tre stabulari, predisposta per le classi giovanili. Ogni spazio è isolato dagli altri mediante recinzione perimetrale e contiene al proprio interno un bacino, con profondità dell’acqua variabile. Nell’area principale sono state realizzate quattro aree di deposizione delle uova e due vasche in vetroresina per l’allevamento dei nuovi nati. Una volta raggiunta l’età e le dimensioni adeguate (età non inferiore a tre anni: Lanciani, 2006), gli esemplari ospitati saranno rilasciati nei Siti idonei. I primi rilasci sono previsti per l’anno 2017. Nel solo Sito IT4030007 Fontanili di Corte Valle Re le immissioni avverranno non appena disponibili esemplari, in quanto già al presente sussistono le condizioni per effettuare il rilascio. Ciascun soggetto sarà marcato con microchip (Camper & Dixon, 1998) e con l’applicazione sul carapace di piccoli inserti in PVC di diverso colore, mediante apposite resine atossiche ad uso veterinario, allo scopo di renderli riconoscibili individualmente anche a distanza.

AZIONI DI PROGETTO

Nei siti selezionati sono stati effettuati interventi di riqualificazione ambientale al fine di aumentare il grado di idoneità nei confronti del rettile. Sono state realizzate: aree per la deposizione delle uova (Fig. 3); sistemazione delle sponde in alcuni nei tratti di canale, per consentire agli esemplari un’agevole fuoriuscita; diradamento del canneto e modesto ampliamento delle sponde con il duplice intento di assecondare il raggiungimento dei siti di deposizione delle uova ed al fine di creare habitat idonei alle classi giovanili. Previste dal protocollo di lavoro, e già poste in essere, inoltre, azioni di sensibilizzazione ed informazione ai cittadini: la realizzazione di un dépliant di tipo divulgativo riportante i contenuti di progetto, l’implementazione del sito web Istituzionale dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità dell’Emilia Centrale (www.progettoemys-parchiemiliacentrale.it), la partecipazione ad iniziative dedicate all’erpetofauna, come l’edizione 2013 di Herpethon (Fig. 4). Tra le attività in programma, prioritaria la rimozione nei siti selezionati per i rilasci di specie alloctone per le quali sono noti impatti negativi ai danni di Emys orbicularis, in primis la testuggine palustre americana (Trachemys scripta).
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